Pur essendo un gioco
relativamente recente, poco si sa sulle origini di Sua Maestà la
Roulette. In ogni pubblicazione che si rispetti ogni autore
avanza ipotesi e leggende sull’argomento. Molti attribuirono l’invenzione
della roulette allo scienziato francese Blaise Pascal (1623-1662) ma facendo
molta confusione perché con questa parola Pascal identificava un particolare
cicloide, cioè una figura geometrica generata da un punto sulla circonferenza
di una ruota in movimento.
Il nome della roulette,
in relazione alla sua funzione nel gioco, compare per la prima volta nella “Enciclopedia o Dizionario ragionato
delle scienze, delle arti e dei mestieri da una società di gente di lettere.
Messa in ordine da M. Diderot e, per la parte matematica, da M.
D’Alembert (1751-1780, 35 volumi)”. Vi è scritto: “Alla roulette i giocatori possono rischiare il loro denaro in
tutta sicurezza”.
Altro fatto, da tutti condiviso, è che il suo nome derivi dal
francese “roue” che
significa ruota e da “rouler”
che significa girare. Quindi roulette è esattamente “una piccola ruota
che gira”.
E dove cominciò a girare fu a Parigi, al Palais Royal, già
residenza di Richelieu. Ad autorizzare il gioco fu, nel 1775, Gabriel de
Sartine, capo della polizia, che guardò il gioco della roulette con occhio
benevolo, anticipando in un certo senso il giudizio di Napoleone.
L’imperatore tollerò infatti il gioco d’azzardo, ma solo perché le
sue rendite portavano soldi utili per l’organizzazione delle sue campagne
militari. La roulette comparve alla maniera di una vera regina. A Palais Royal
c’era tutto quel che serviva: bar, ristorante, bagni, sale da gioco e
sale d’amore. Le prime roulette a due zeri girarono in questa atmosfera
lussuosa e gaia. Ma la “macchina” (com’è da molti chiamata)
nella sua versione attuale, fu quella ridisegnata da quel grande manager che fu
François Blanc che ne intuì la strepitosa potenzialità se piazzata in una vera
casa da gioco, situata in una località amena per il clima e la salute. Scelse
il paese di Bad Hombourg, in Germania, e nel 1841 inaugurò lo
“stabilimento”.
Ebbe l’idea geniale di sopprimere uno zero. Nacque così la
roulette francese che iniziò il suo trionfale cammino nella storia del gioco
d’azzardo. Una macchina perfetta, un’entità gaia e colorata, che
non conosce né gioia né collera e quindi sempre e stupendamente imparziale. Ha
un solo punto vulnerabile: la meccanica. Per questo viene costantemente
controllata a mezzo di una manutenzione accurata e giornaliera, in modo che non
possa mai verificarsi alcun fenomeno particolare nell’ordine di uscita
dei numeri. Lascia al giocatore tutta la libertà che vuole. Questi ha vantaggi
preziosi, perché può aumentare la puntata quando vince o diminuirla quando
perde. Infine la sua banca è sempre aperta, notte e giorno. Più onesta di
così…