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TOMAS GARÇIA

Fu sotto questo nome che prese alloggio, nell’estate del 1861, in una pensione di Hombourg, uno spagnolo di piccola statura, con i capelli scuri ma che si faceva notare per la vivacità dei colori dei suoi abiti e per i gioielli che indossava. Era accompagnato dalla sua amante, una splendida tedesca, e da un uomo che presentava come suo fratello. Risultò da subito evidente che Garçia utilizzava queste persone come comparse al fine di sorpassare i massimi di puntata stabiliti.

Il terzetto entrò al casinò, prese posto ad un tavolo di roulette e giocò per i massimi la serie e ancora la serie per tutto, vincendo. Era venerdì 24 agosto.

La prima giornata guadagnarono 14.000 fiorini; l’indomani 84.500 e la domenica 55.000. Il giorno seguente persero il totale delle loro vincite ma nelle giornate di martedì e mercoledì realizzarono un totale di 230.000 fiorini.

In pochi giorni Garçia divenne una celebrità locale; fin dal mattino una folla lo attendeva all’ingresso del Kursaal e alla fine della giornata veniva accompagnato al suo albergo da un concerto di felicitazioni.

François Blanc, il proprietario della casa da gioco, non sapeva che pesci prendere: interdire l’ingresso a Garçia, in mancanza di sue infrazioni, era come ammettere una sconfitta. Meglio lasciarlo vincere, anche in ragione della pubblicità che lo straordinario spagnolo stava involontariamente facendo alla sua attività. Inoltre Blanc era convinto che prima o dopo Garçia, temerario com’era, avrebbe finito per perdere tutto.

Per dieci giorni non si fece più vedere; l’undicesimo giorno riecco il curioso terzetto, capitanato dallo spagnolo, nuovamente al tavolo da gioco. La prima sera guadagnarono 128.500 fiorini, il giorno dopo ne persero 228.000 che prontamente recuperarono nelle 24 ore successive.

Al Kursaal erano tutti preoccupati. Tutti fuorché François Blanc che considerava queste sue perdite a guisa d’un investimento, un’iniziativa promozionale di eccezione. Infatti, sull’onda emotiva scatenata dalle imprese dello spagnolo e dei suoi due compagni, i giocatori, in quella casa da gioco di Hombourg, aumentavano e perdevano regolarmente, compensando così di gran lunga le vincite strabilianti di Garçia.

Dopo un anno di pausa, Garçia tornò al Kursaal. Perdette 22.000 fiorini e non si presentò più. Le cronache locali, da questo momento, non si occuparono più di lui.

Le ricerche in merito mi hanno permesso di appurare che Garçia si trasferì a Baden Baden dove acquistò un palazzo, conducendo una vita fastosa. Continuò a frequentare le sale da gioco ma senza partecipare attivamente, finché, anni dopo, non fu provocato e, punto sull’amor proprio, riprese a giocare. Ma la fortuna gli aveva voltato le spalle e poco alla volta restituì al casinò di Baden Baden ciò che aveva guadagnato ad Hombourg.

Nel 1873 lo si rivide a Montecarlo, talmente invecchiato che neppure Blanc lo riconobbe. Si sedette al tavolo e in breve tempo, colpo su colpo, perse tutti i soldi che aveva ancora in tasca.

 


 

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